Il prossimo avversario: la Pro Vercelli di Vives e Comi

La storica società piemontese è virtualmente salva: ottimo rendimento interno

il prossimo avversario la pro vercelli di vives e comi
Salerno.  

Al netto di uno scarso seguito e di una rosa sulla carta inferiore a tante altre della categoria, la Pro Vercelli è sinonimo di storia. Prima della Seconda Guerra Mondiale, infatti, la formazione piemontese era tra le più forti d'Italia e riuscì a conquistare ben sette scudetti, quanti ne hanno vinti Lazio, Napoli e Roma messe insieme. Dopo qualche decennio di anonimato, la compagine bianconera è tornata a calcare palcoscenici importanti grazie a un'ottima organizzazione societaria, alla politica dei giovani e a un ambiente maturo, sereno e che permette di lavorare in condizioni perfette e senza alcun tipo di pressione. Se l'anno scorso la salvezza è stata un'autentica impresa targata Foscarini, stavolta l'obiettivo è stato raggiunto virtualmente in largo anticipo e con una serie di risultati sorprendenti che hanno sovvertito diversi pronostici. Mister Longo, al suo primo anno tra i professionisti dopo aver guidato con saggezza la Primavera del Torino, ha svolto dunque un lavoro egregio, riconquistando anche i più scettici e trasferendo al gruppo il suo carattere e quell'equilibrio che lo ha contraddistinto anche quando si parlava addirittura di un esonero. La proprietà, invece, gli ha trasmesso fiducia, ha blindato la sua posizione all'indomani della pesantissima sconfitta interna col Cittadella ed è pronta a rinnovargli il contratto anche per la prossima stagione per dare continuità al progetto avviato quest'anno e che ha visto la "Pro" protagonista indiscussa nel girone di ritorno.

Il bilancio al "Piola" è piuttosto soddisfacente: 7 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte per un totale di 18 gol fatti e altrettanti subiti. Il dato sorprendente è la capacità di fare benissimo contro le prime della classe: la Spal, tanto per intenderci, ne ha presi 3 soffrendo tantissimo, in Piemonte hanno perso anche Bari, Entella e Frosinone, mentre il Verona ha agguantato un pareggio immeritato nel quarto minuto di recupero del secondo tempo dopo aver rischiato a più riprese la seconda capitolazione. Il fattore campo pesa soprattutto per il vantaggio di giocare su un terreno in erba sintetica e dalle dimensioni ristrette rispetto a tante altre squadre. Il pubblico, invece, segue con freddezza le sorti della storica squadra piemontese gremendo gli spalti del "Piola" in 2500 unità. Solo nel derby con il Novara si è superata quota 4mila, merito della folta rappresentanza nel settore ospiti. Lo zoccolo duro è rappresentato dai 1694 abbonati, tutti o quasi per il settore curva Nord. Per quanto riguarda la squadra, obiettivamente la rosa non è tra le più accreditate della categoria, ma Longo è stato bravissimo a sopperire alle lacune tecniche con una grande organizzazione difensiva. Pur mancando il capitano Carlo Mammarella (tra l'altro ex della sfida), la Pro Vercelli non subisce gol da diverse giornate e spera di battere il record stagionale detenuto dal Benevento e dal portiere Cragno.

Quale la probabile formazione? Le scelte sembrano praticamente fatte. Nel 3-5-2 di Longo (che in inverno aveva chiesto alla società di acquistare Mantovani e Ronaldo dalla Salernitana, operazioni considerate non alla portata del club) troveranno spazio l'interessante Provedel tra i pali (migliore in campo nel match d'andata) e il terzetto difensivo composto da Legati, Bani e Ruperto, elementi in grande crescita rispetto ai primissimi mesi e che hanno attirato l'attenzione di numerose squadre anche di categoria superiore. Sulle fasce, per arginare le ripartenze della Salernitana, ci saranno l'ex Modena Nardini e il giovane Palazzi, in mediana l'intoccabile Vives sarà affiancato da Emmanuello e Castiglia, due elementi bravissimi anche a calciare dalla distanza e che spesso hanno timbrato il cartellino nelle partite decisive. In avanti, complice l'assenza per infortunio di Rolando Bianchi, scelte praticamente obbligate: occasione dal primo minuto per Comi in tandem con Aramu. La panchina corta è indubbiamente un problema per il tecnico, costretto a fare una sorta di richiamo di preparazione atletica in settimana per vivere questo finale di stagione senza eccessivi patemi d'animo. Resta, sulla carta, una squadra battibile, ma decisamente ben organizzata...

Gaetano Ferraiuolo