Il pagellone del 2016-17: Coda e Bernardini top, male Bittante

Ecco i voti ai calciatori granata: sotto la sufficienza Donnarumma e Rosina, promosso Vitale

il pagellone del 2016 17 coda e bernardini top male bittante
Salerno.  

Per la Salernitana il campionato si è chiuso ufficialmente ieri sera a Perugia, purtroppo con una sconfitta nonostante una prestazione di grande dignità e carattere. Proponiamo di seguito il pagellone dei granata riferito all'intera stagione sportiva estendendo il nostro giudizio anche ad allenatori, dirigenti e società:

PORTIERI

Terracciano 5: diciamoci la verità: anche l'anno scorso, pur avendo dato un buon contributo per la salvezza, non forniva grandi garanzie al reparto difensivo in termini di sicurezza e continuità. Del resto se la proprietà ha deciso di prendere un titolare come Gomis a gennaio, evidentemente non c'era grande soddisfazione per il suo rendimento: se tra i pali ha compiuto qualche buon intervento, nelle uscite i difetti erano lampanti. Sarà ricordato, però, anche per la sua professionalità e per il grande attaccamento alla maglia. La sua esperienza a Salerno è finita, potrebbe ripartire proprio dal Catania seppur in Lega Pro

Gomis 7: sin dalla prima partita ha saputo guidare la difesa con grinta, determinazione, sicurezza e carattere, rendendo apparentemente semplici anche interventi ad elevato coefficiente di difficoltà. A onor del vero il rendimento della difesa è stato talmente importante che di tiri in porta gliene sono arrivati pochi, ma ricordiamo con piacere la prodezza al 90' di Vicenza, l'ottima performance di Benevento e la buona scetla di tempo nelle uscite. Gli errori? Pochi: contro il Cesena il più evidente, forse anche ieri poteva fare qualcosa in più su Di Carmine. Trattenerlo, però, sarebbe un ottimo colpo per la Salernitana del futuro

DIFENSORI

Bernardini 8: il "Ministro della difesa" è stato assolutamente determinante, uno tra i più bravi e continui della squadra. Leader all'interno dello spogliatoio, insuperabile nell'uno contro uno, ha permesso alla Salernitana di credere nei play off prendendo per mano la retroguardia e blindando la porta per diverse settimane. Ciliegina sulla torta il gol siglato contro l'Ascoli sotto la Sud

Schiavi 5: doveva essere la stagione del riscatto, alla fine è rimasto a Salerno soprattutto perchè i club interessati a gennaio non erano disposti a sborsare quelle cifre per il suo ingaggio. Le ingenuità di Novara e Ferrara hanno inciso molto, quando chiamato in causa ha alternato prove importanti a errori troppo banali per un elemento con la sua esperienza: basti pensare all'errata marcatura su corner in occasione della sfida interna col Carpi. Sarà sicuramente tra gli "epurati" nella prossima estate

Mantovani 6: quando esordì a Benevento in coppa Italia, in tanti pensarono che sarebbe stato titolare inamovibile di questa Salernitana. In effetti, almeno in avvio, ha giocato con continuità prima di finire in naftalina dopo la prestazione così e così con la Ternana tra le mura amiche. Con Bollini non si è visto quasi mai, pagando a caro prezzo la giornata no di Abisso nel derby con l'Avellino. Resta, però, un potenziale campione per il futuro e questa stagione sarà sicuramente preziosa per la sua crescita

Perico 6: Bittante e Laverone, in teoria, erano le sue alternative, ma per motivi diversi non hanno inciso e quindi l'ex Albinoleffe ha giocato con continuità. Quel solito fallo da dietro sulla trequarti è stata la costante di una stagione nel complesso sufficiente e nella quale non ha fatto particolari danni pur non brillando.

Bittante 4,5: è stato uno dei flop della stagione, l'unico acquisto di gennaio che non ha inciso. Arrivava dalla A e ci si aspettava molto di più, in realtà anche ieri non ha assolutamente convinto sbagliando tutto quello che c'era da sbagliare. La notte nera col Frosinone il punto più basso della sua esperienza a Salerno; in teoria c'era un accordo con l'Empoli per trattenerlo anche in futuro, la sensazione è che la società abbia cambiato idea

Tuia 6,5: mezzo voto in meno per un finale di stagione insufficiente, costellato dall'errore decisivo col Frosinone, dal fallo da rigore in quel di Carpi e da due disattenzioni che ieri hanno permesso al Perugia di segnare altrettanti gol. L'esplosione di Bernardini è coincisa con la sua crescita, sicuramente è apparso più concentrato e determinato rispetto al passato. Da dicembre a metà aprile un vero gigante della difesa

Luiz Felipe 5,5: l'esordio da sogno con il Benevento, una buona prova a Brescia, poi l'anonimato. Bollini, infatti, lo ha schierato soltanto a Bari- tra l'altro in veste di terzino sinistro. e per qualche minuto ad Avellino tenendolo fuori anche quando la difesa era incerottata. Ha potenzialità, dall'anno prossimo le esprimerà altrove

Vitale 7: se è vero che a tratti non è stato il terzino meraviglioso ammirato soprattutto nel girone d'andata, è altrettanto vero che era l'unico verso esterno sinistro di ruolo e ha tirato la carretta per tutto il campionato senza conoscere fatica. Da anni a Salerno non transitava un giocatore così bravo nei cross, i suoi assist hanno permesso a Coda di siglare reti importanti e preziose. Con Bollini è migliorato anche nella fase difensiva

Laverone 5: mai visto all'opera, in quei pochi sprazzi non ha fatto nulla di eccezionale. Ad Avellino, invece, si è fatto amare da subito: un rimpianto per la Salernitana?

CENTROCAMPISTI

?Busellato 7: quanto si è sentita la sua mancanza nel rush finale! Anche quando la Salernitana di Sannino stentava, lui era sempre in grado di fare la differenza correndo per quattro e recuperando una marea di palloni in ogni zona del campo. Pendolino inesauribile, autore di due gol da applausi contro Avellino e Vicenza, l'ex Cittadella sarà una delle colonne della prossima stagione

Ronaldo 6: non eccelle certo in continuità, dal momento che passa con troppa disinvoltura dal 7,5 di Verona al 5 della sfida interna col Perugia. La rapidità non è il suo punto forte, ma è l'unico, per caratteristiche, in grado di dettare i tempi della manovra. Nel finale di stagione ha ostentato anche una cattiveria agonistica fuori dal comune, chiudendo un'annata sufficiente con un autentico eurogol

Zito 6: beniamino della folla pur non avendo sempre fatto la differenza, l'ex Avellino ha saputo farsi amare soprattutto per la sua grinta e per quell'atteggiamento positivo e propositivo che trascinava pubblico e compagni in casa e in trasferta. A Salerno, a onor del vero, la prestazione migliore in assoluto risale alla trasferta play out di Lanciano dell'anno scorso, ma anche in questo campionato ha inciso molto nei momenti topici. Il tormentone "regge mezz'ora, non di più" ci ha accompagnato per tutta la stagione, toccherà ora alla società decidere se rispettare il contratto in scadenza nel 2018 o chiudere anzitempo la sua avventura all'ombra di un Arechi che lo ricorderà comunque con affetto

Della Rocca 5,5: ancora oggi, dopo quasi un anno, non abbiamo capito quale sia il suo ruolo naturale e dove riesca ad esprimersi al meglio. Mezz'ala fa fatica perchè non ha il passo giusto, ma negli inserimento in area senza palla era forse il centrocampista più completo. Centrale di centrocampo in un 4-4-2 si trova a suo agio, ma è stato uno dei pochi a rendere più con Sannino che con Bollini. L'orientamento è quello di non riconfermarlo

Odjer 5:5: AAA cercasi disperatamente quel factotum del centrocampo che l'anno scorso trascinò la Salernitana alla salvezza ad appena 20 anni. Sarà pur vero che i problemi muscolari hanno frenato la sua ascesa, ma il mediano granata ha fatto parlare di sè più per i cartellini che per le prestazioni. Le doti tecniche e atletiche sono indiscutibili, ma la sua involuzione non può passare inosservata.

Minala 6,5: vale lo stesso discorso fatto per Tuia: forse meritava 7, ma il finale di stagione ha inciso sui giudizi soprattutto perchè costellato da espulsioni ingenue e atteggiamenti troppo nevrotici in campo. Al netto di ciò, però, è una scommessa vinta da parte di Lotito, Bollini e Fabiani, un giocatore giunto a Salerno tra lo scetticismo di tutti, ma che ha preso per mano il centrocampo contribuendo alla grande alla crescita di tutta la squadra. Le potenzialità ci sono, un altro anno in granata potrebbe essere fondamentale per la sua carriera

ATTACCANTI

Improta 6: a metà del girone d'andata sembrava quasi il nuovo Nalini: corsa, gamba, inserimenti, cross e ottima progressione nell'uno contro uno. Quando sei reduce da un anno di inattività e non hai svolto al meglio la preparazione estiva, però, alla lunga cali e Sannino non lo ha certo gestito nel migliore dei modi chiedendogli finanche di fare il terzino. Bollini gli ha dato ancora più fiducia, non sempre l'ha ripagata come doveva: il gol nel derby con l'Avellino, però, è già entrato nella storia della Salernitana

Sprocati 6,5: "abbiamo preso la riserva della Pro Vercelli" dicevano i soliti soloni web abituati a giudicare senza vedere all'opera, in realtà Sprocati si è dimostrato un giocatore vero e ha garantito un rendimento ottimo per tutto il girone di ritorno pur non avendo una condizione fisica eccellente. Dal derby col Benevento in poi si è ritagliato uno spazio importante, giusto puntare su di lui anche l'anno prossimo

Donnarumma 5: veniamo alle dolenti note. Su di lui si è detto e scritto di tutto: c'è chi lo vorrebbe sempre in campo, chi ha contestato gli allenatori per lo scarso impiego, chi lo ha accusato di essersi impegnato poco pensando al contratto, chi ancora valuta negativa la sua stagione per un atteggiamento non sempre combattivo e propositivo. La verità sta nel mezzo: se è vero che un anno fa ha salvato la Salernitana in coppia con Coda, è altrettanto vero che nel calcio non si "vive di rendita" e bisogna dimostrare anno dopo anno di valere le cifre richieste. A prescindere dal ruolo, raramente ha inciso come potrebbe fare quando chiamato in causa: voto basso anche a Bollini per come lo ha gestito. Un peccato, comunque, che la sua avventura finisca quasi nell'anonimato

Rosina 5,5: da 10 per impegno e professionalità, ma per curriculum, ingaggio, aspettative e qualità non si può dare sei a un calciatore che per buona parte della stagione ha collezionato insufficienze in pagella. Lo score non è così malvagio: 7 gol (alcuni molto belli), 7 assist e qualche legno di troppo, ma Salerno non ha mai ammirato, se non a prezzi, quel fuoriclasse visto in tutte le piazze nelle quali ha giocato. L'assenza di preparazione e l'infortunio di gennaio sono valide scusanti, così come la pessima gestione Sannino, ma da lui ci si attendeva tutt'altro campionato. Il lancio per Coda in occasione del derby con l'Avellino è da fenomeno: ripartiamo da lì e speriamo sia il primo acquisto della stagione 2017-18

Coda 9: inutile girarci intorno: si è caricato da solo sulle spalle il peso dell'attacco risultando determinante. Per attaccamento alla maglia, serietà, umiltà, abnegazione e spirito di sacrificio meriterebbe la fascia di capitano e la categoria superiore, la speranza dei tifosi è che invece si possa costruire intorno a lui la squadra del futuro. 16 gol, tutti da antologia: il più bello forse quello al volo contro la Spal che ha riportato alla mente le prodezze dei campioni del passato. Al di là dei gol, si è fatto apprezzare per intelligenza tattica e per il lavoro oscuro al servizio della squadra. Senza di lui la Salernitana avrebbe avuto molti, ma molti punti in meno...

Joao Silva 4,5: bravissimo ragazzo, professionista esemplare, ma quando chiamato in causa ha dimostrato di avere anche qualche limite di troppo per la categoria. Certo, col Bari ha fatto benino e il gol lo aveva anche segnato, ma non poteva essere certo lui l'alternativa di Massimo Coda.

Caccavallo 5: pochissime apparizioni, condite da un assist e una sfortunata traversa

SOCIETA', ALLENATORI E DIRIGENZA:

Fabiani 7: il voto comprende tutta la stagione e quando porti nella casse 700mila euro per le operazioni Caccavallo-Empereur, prendi a zero gente come Vitale, Bernardini, Busellato, Mantovani e Sprocati e fungi da factotum per la società svolgendo ogni sorta di manzione meriti un voto ampiamente sopra la sufficienza. Oggi tutti parlano di Coda come un fenomeno: lo ha preso lui senza spendere soldi preferendolo ad altri attaccanti più graditi alla piazza. Si è discusso tanto dell'operazione Rosina: bravo il ds a chiudere per un potenziale fuoriclasse, nessuno si poteva aspettare un rendimento così deludente . Nel complesso, dal 2014 a oggi, i numeri parlano di una coppa Italia, un quarto di finale play off, una promozione, una salvezza e un consolidamento in B, con un parco giocatori di proprietà che vale diversi milioni di euro e la possibilità di migliorarsi ancora l'anno prossimo. A patto che la proprietà lo metta nelle condizioni di farlo. Sua la scelta di Bollini per il post Sannino. Meritano lo stesso voto anche i suoi più stretti collaboratori: Avallone, Bianchi, i tecnici Landi e Costantino, professionisti serissimi e preparati

Lotito-Mezzaroma 6,5: il progetto di crescita prosegue, su basi solidissime e con la possibilità di vivere un futuro da protagonisti. Del resto quando sotto traccia lavori per un centro sportivo, hai un bilancio perfettamente in regola e dal 2011 hai sempre migliorato il rendimento rispetto alla stagione precedente meriti fiducia, apprezzamenti e applausi incondizionati. 6 anni fa Salerno giocava la poule scudetto di D contro l'Hinterreggio, oggi è una bella realtà di B proiettata a un futuro roseo. Certo, la telenovela Inzaghi in estate ha comportato una programmazione tardiva e forse si poteva fare qualcosina in più a centrocampo anche a gennaio. Da migliorare il rapporto con la piazza: le iniziative sono tante, la presenza sul territorio c'è, ma bisogna incentivare maggiormente i tifosi per riempire lo stadio e riconquistare le nuove generazioni...

Sannino 4: ha sentito il "rumore dei nemici" sin dall'inizio, ponendosi malissimo nei confronti della stampa e dell'ambiente e creando un certo nervosismo all'interno dello spogliatoio. La sua Salernitana sembrava a tratti rinunciataria, la gestione Rosina ha lasciato a desiderare e la sua media era troppo bassa per una rosa comunque competitiva.

Bollini 6+: qualche errore è stato commesso, la gestione Donnarumma ha lasciato a desiderare, spesso la tattica è stata anteposta alla bravura dei singoli, ma nel calcio contano i numeri e lo score nel girone di ritorno è da grande squadra. Ha tenuto tutti sulla corda facendo prevalere il concetto di meritocrazia, la sua Salernitana è venuta meno nel momento topico dopo una rincorsa da applausi. Da lui si potrebbe ripartire anche l'anno prossimo.

Gaetano Ferraiuolo

 

 

 

 

 

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Ultima modifica 20/5/2017 11.01
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