Obiettivi, contraddizioni e rischi: Salernitana, che caos!

Lotito "boccia" il 4-3-3 e prende un esterno,con altri tecnici si parlava di fattori imponderabili

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Salerno.  

Se dopo tre giornate di campionato ci avessero detto che l'allenatore- smentite di rito a parte- era già in discussione e che Claudio Lotito, pubblicamente, avrebbe bacchettato un mister molto stimato sin dai tempi della Lazio, probabilmente non ci avremmo mai creduto. Il clima di tensione in vista della gara di sabato pomeriggio contro il Pescara, alimentato dalle parole del patron, sta sortendo un effetto duplice: da un lato la squadra si è isolata con l'unico obiettivo di vincere la prima partita stagionale, dall'altro il pubblico è particolarmente preoccupato e sta manifestando sui social un certo sostegno a Bollini. A questo punto è necessario che la società faccia definitivamente chiarezza su una serie di situazioni che appaiono contraddittorie e che rischiano di influire negativamente sul percorso della Salernitana.

Può una sconfitta a Carpi,tra l'altro ampiamente immeritata e frutto di episodi, mettere sulla graticola un allenatore? Che, alla base, non ci sia qualche strappo con la proprietà scaturito da dichiarazioni pre Venezia tutt'altro che diplomatiche e nelle quali Bollini ha svelato anche i contenuti di colloqui individuali con i patron parlando chiaramente di ridimensionamento, settore giovanile non all'altezza e mercato insoddisfacente? Se non si ha più stima nell'allenatore, è inutile aspettare altri 90 minuti: pur vincendo con il Pescara, l'esonero sarebbe soltanto rimandato. Viceversa Lotito farebbe bene ad essere più presente sul territorio insieme al cognato Mezzaroma tastando con mano l'umore del gruppo e capendo in prima persona quali siano i problemi della sua Salernitana, non primissima nei suoi pensieri tra Lazio, candidature e liti federali.

Serve una società più presente sul territorio

Altra contraddizione: se, come dichiarato dai presidenti, l'obiettivo è la salvezza, come si può mettere in discussione un allenatore che ha conquistato 2 punti in tre partite, in linea con gli obiettivi stessi? Se poi a Bollini è stato chiesto altro, lo si dica: a quel punto una delle due parti non dice la verità. E se Fabiani ha fatto bene a uscire allo scoperto assumendosi anche la responsabilità della scelta del tecnico sia a novembre, sia in estate (ma ricordando simpaticamente che fare l'allenatore è una cosa,essere opinionista un'altra) e invitando tutti a non aggrapparsi ad alcun tipo di alibi, dall'altro Lotito potrebbe evitare di lasciarsi andare a indicazioni tecnico-tattiche che creano ancora confusione. Immaginiamo cosa si direbbe se Bollini, arbitrariamente, decidesse di cambiare modulo sabato prossimo, magari ravvedendosi su alcune scelte obiettivamente sbagliate. E ancora: come si fa a "bocciare" il 4-3-3 quando è stata allestita una rosa con una decina di esterni, uno dei quali ufficializzato 2 ore dopo l'intervista concessa al Mattino?

La speranza è che il giocattolo non si stia rompendo dopo appena 270 minuti, un copione purtroppo già visto in passato, ma che presenta una sostanziale differenza: con Sannino, Torrente, Menichini e Perrone si parlava di "fattori imponderabili", "episodi sfortunati" e "infortuni", oggi non si accetta alcun tipo di passo falso, tra l'altro immeritato. Lo ribadiamo: un direttore sportivo (che ha dimostrato già nel 2008 di non guardare in faccia a nessuno esonerando un allenatore primo in classifica) ha tutto il diritto di contestare l'operato di un tecnico che ha contestato a sua volta tutto in conferenza stampa, magari con l'obiettivo di far alzare la guardia senza pensare seriamente a un ribaltone tecnico (ma Lotito ha sondato Liverani). Sabato, a nostro avviso, Bollini non si gioca la panchina a prescindere dal risultato. Qualora andasse via,la società sarebbe la prima ad uscirne sconfitta per aver davvero gettato al vento l'occasione di ripartire dall'ottima base della passata stagione, ufficialmente per un buco di bilancio del tutto fisiologico e dettato da errori di valutazione che in un percorso ci stanno e vanno messi in preventivo. Altrove si è speso di più a prescindere pur non chiedendo 10mila abbonamenti.

Bollini, quanto pesano quelle parole in conferenza?

<<Abbiamo speso più degli altri anni>> ha ribadito Lotito, non c'è motivo di pensare stia mentendo. E allora cerchiamo di sintetizzare la situazione così: il ds, che ha operato con un budget ridotto, è convinto di aver allestito una buona squadra per gli obiettivi prefissati, l'allenatore ha lanciato un campanello d'allarme, ma allo stesso tempo ha comunque accettato di restare commettendo qualche errore di valutazione, i giocatori devono assumersi le proprie responsabilità perchè la colpa non è del mister se Gatto e Rodriguez tirano fuori a porta vuota o se Bernardini e Tuia sbagliano chiusure elementari. Sabato intanto arriva il Pescara: non sia ultima spiaggia, ma occasione di riscatto per tutti. A parlare sia soltanto il campo

Gaetano Ferraiuolo