Mariani: "Serie A? La scelta di Colantuono fa capire tutto"

"Società forte, grande dirigenza, mister tra i migliori: avete ancora dubbi? Il vivaio cresce"

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Salerno.  

Ormai al suo quarto anno a Salerno, il tecnico della Primavera Alberto Mariani è stato graditissimo ospite della trasmissione "Granatissimi" in onda ogni martedì alle 21 su OttoChannel. Il mister, con professionalità e sincerità, ha parlato di passato, presente e futuro elogiando la società, la dirigenza e il lavoro svolto dal suo staff con un settore giovanile troppo spesso criticato, ma che nelle ultime stagioni ha mostrato un costante processo di crescita. L'esordio di Gaeta ha rappresentato sicuramente un primo tassello verso un futuro importante: “Sono molto soddisfatto dell’esordio di Gaeta, il lavoro del settore giovanile è fatto in questa direzione a prescindere dai risultati sul campo. E’ un ragazzo che meritava questa opportunità, quando poi incontri un allenatore come Colantuono diventa tutto più semplice. E’ un elemento tecnicamente valido, che quest’anno è migliorato dal punto di vista fisico, smaliziato il giusto come dimostra l’ammonizione che ha preso pochi minuti dopo l'ingresso in campo. Tutta Salerno credo possa ritenersi soddisfatta così come il nostro settore che ha lavorato tanto. La proprietà ci teneva tanto, ripartire da zero non è mai semplice e bisogna dare grosso merito al direttore che ci crede, che ci lavora e che è sempre presente. Anche Felicetti e Novella, un 2001, hanno avuto la possibilità di accomodarsi in panchina e di vivere il clima della prima squadra in B. Ci sono tanti ragazzi fortissimi che hanno mostrato applicazione e attaccamento alla maglia, hanno capito che si cresce insieme mettendo da parte quella rivalità che a volte tra ragazzini esiste e non aiuta nel percorso”.

Il mister è convinto che il collega che guida la prima squadra possa essere il valore aggiunto: "Credo che Colantuono sia se non il migliore, ma uno dei migliori allenatori della B. Non era facile entrare in corsa e dare un’idea e una mentalità alla squadra; ad un certo punto della stagione la classifica non ci sorrideva, ma con la sua esperienza ha permesso di risollevarci valorizzando tanti calciatori. Riuscire a centrare l’obiettivo della salvezza con tre settimane d’anticipo non era facile, con un allenatore così si è pronti a costruire una grossa squadra. Ci sono stati tanti calciatori che lui ha rivitalizzato, non ultimo Alessandro Rosina che è uno di quelli che ha macinato più chilometri nell’ultimo mese, caratteristica che  non è nel suo dna e che certifica la bontà del lavoro del mister”. Eppure una fetta di pubblico continua a disertare l'Arechi non condividendo la politica societaria e temendo che la regola sulla multiproprietà possa incidere sui programmi futuri: “Secondo me dobbiamo tenerci stretta questa grande proprietà e quest’ottimo direttore sportivo. Conosco bene il calcio, non solo la Salernitana, e credo che tre anni di consolidamento non erano semplici. Vedo squadre che sono retrocesse pur spendendo più di noi, altri top club come il Pescara stanno faticando e molte squadre che rischiano di scendere erano partite per ambire ai play off. Dopo 4 anni di Salerno sono diventato tifoso come voi e spero che l’anno prossimo ci sarà quello che la città merita e che la dirigenza vuole. Ripartendo da un allenatore come Colantuono che ringrazio perché spesso si è informato sui ragazzi che alleno io. Ottima anche la gestione di Akpro

Sulla base di partenza e sul destino dei difensori: “Ho anche allenato nel mio primo anno con Torrente due ragazzi come Bernardini e Tuia, sono molto legato a loro. Bisogna guardare sempre il bicchiere mezzo pieno: quando si vince tutto sembra roseo, quando non vinci si vede tutto negativo e non è così. Nel primo anno di B perdemmo cinque difensori centrali di grosso livello, questo significa che non era semplice consolidarsi. A Tuia sono legato in modo particolare, esce dalla Lazio e lo conosco da anni. Bernardini oltre ad essere uno dei migliori centrali della B è un uomo straordinario, Schiavi è attaccatissimo ala maglia. Abbiamo ragazzi importanti su cui ripartire l’anno prossimo, compresi i nostri centrali di difesa” . Incassati in diretta tv i complimenti di Mezzaroma, Mariani chiosa paralndo di futuro: "Il direttore non vuole perdere nemmeno al calcio tennis, immaginiamolo in sede di mercato mentre parla coi calciatori e dice che non devono giocare per andare in serie A. La scelta di Colantuono sgombera il campo da ogni eventuale dubbio sul reale obiettivo di una società vincente. Ad oggi non dobbiamo porci il problema, ma mi sembrassurdo non venire allo stadio pensando che si voglia restare a vita in cadetteria”

Gaetano Ferraiuolo